Ben Essere

LA VIA DELLA SALUTE

Pubblicato il 23/10/2017 da Lorenzo Del Moro

LA VIA DELLA SALUTE Prima via: l'alimentazione Ho voluto usare una foto della famosa Route 66 perché da oggi intraprenderemo un percorso, lungo, affascinante e pieno di soddisfazioni, l'unica cosa da fare è seguire la rotta senza perdersi per strada. Vi starete chiedendo dove porta questa via...verso una vita sana, felice e creativa! Non male come meta,no? Tutta la scienza occidentale è concorde nel definire il Ben Essere come uno stato di salute sia fisico che mentale; le antiche saggezze parlano anche di un terzo tipo di benessere, quello spirituale. Corpo,mente e spirito, tutto ciò che siamo. E quali sono allora le tre via da seguire per raggiungere la nostra meta? La via della sana alimentazione, la via del movimento (inteso sia come movimento fisico sia come cambiamento) e la via della meditazione (o vita spirituale). Oggi ci dedicheremo alla prima di queste Vie. Quale sia il cibo dell'uomo già ce lo diceva la Bibbia, nella Genesi (1,29) si trova scritto: Dio disse: "Vi do tutte le piante con il proprio seme, tutti gli alberi da frutta con il proprio seme. Così avrete il vostro cibo." e ancora ''il tuo Dio sta per farti entrare in un paese fertile: paese di corsi d’acqua, di laghi e di sorgenti che nascono nelle valli e nei monti; paese di frumento, d’orzo, di vigne, di fichi e di melagrani; paese d’ulivi da olio e di miele; paese dove mangerai del pane a volontà, dove non ti mancherà nulla...Mangerai dunque e ti sazierai'' (Deuteronomio 8,7-10) Purtroppo oggi gran parte degli uomini di scienza, pensano che lo studio della biologia molecolare e della chimica sia sufficiente per sapere quale sia il cibo adatto all'uomo, quindi badano poco alla storia. Oggi siamo ricchissimi di conoscenze biologiche e farmacologiche, ma paradossalmente sembriamo sapere sempre meno di nutrizione e abbiamo non poche responsabilità nell'impoverimento della nostra alimentazione '"ricca". Molte delle raccomandazioni dietetiche che i medici hanno dato, e ancora oggi, la grande maggioranza continua a dare, sono basate su pregiudizi e su una analisi chimica superficiale degli alimenti, senza considerare la complessità della natura e dell'organismo umano. Ecco una raccomandazione comune: i latticini per prevenire l'osteoporosi. Quando le donne raggiungono la menopausa tendono a perdere calcio dalle ossa e quindi perdono densità ossea; è logico pensare che hanno bisogno di mangiare più calcio, e quali sono gli alimenti più ricchi di calcio? Latte e formaggi! Quel che i medici dovrebbero sapere, però, è che la principale causa alimentare di osteoporosi non è la carenza di calcio bensì l'eccesso di proteine animali (nota 1). Le proteine animali (di cui sono ricchi i formaggi e latte) sono più acide di quelle vegetali e tendono ad acidificare il sangue (nota 2). Appena le sostanze acide assorbite con gli alimenti superano la capacità di controllo dei bicarbonati presenti nel sangue, l'osso libera dei sali basici di calcio per tamponare l'acidità. Il formaggio e, in grado minore, il latte bovino sono sì ricchi di calcio ma anche di proteine animali acidificanti. Non esiste un solo studio che abbia documentato che una dieta ricca di latticini in menopausa sia utile a prevenire le fratture osteoporotiche (nota 3). Alcuni studi hanno addirittura suggerito che la frequenza di fratture in menopausa cresca con il consumo di latte (nota 4). Naturalmente rimane logico garantire un sufficiente apporto alimentare di calcio, purchè non provenga solo dai latticini. Ne sono ricchissimi vari semi, soprattutto il sesamo e le mandorle, i cavoli, soprattutto i broccoli, i prodotti del mare, soprattutto le alghe (sempre piu raramente mangiate in occidente), ma anche il pesce (soprattutto i pesci piccoli e le zuppe di pesce dove si mangiano anche le lische), il pane integrale a lievitazione naturale, e i legumi. Bene, ora che abbiamo detto quali sono i cibi di cui hanno bisogno le nostre ossa (nelle prossime settimane scriverò un articolo dedicato esclusivamente a questo argomento). Passiamo a vedere quali cibi dovrebbe contenere la nostra alimentazione per ''Mantenerci sani felici e creativi''. Ci serviremo dello studio più importante degli ultimi decenni, nonché il primo grande studio che evidenzia come la scienza moderna stia fondamentalmente confermando le Antiche Saggezze andate perdute nel tempo. Quelle Antiche Saggezze che erano ancora custodite dalle nonne delle nostre nonne ma che sono andate perse nel tempo. Lo studio di cui sto parlando é il Second Expert Report: Food, Nutrition, Activity Physics e Prevention of Cancer. Iniziato a inizio anni '90 è stato pubblicato nel 2007 dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF). Complessivamente, sono stati coinvolti circa 200 scienziati e altri esperti di tutto il mondo. L'obiettivo era quello di riesaminare e valutare tutti di studi che già esistevano sulla relazione fra alimentazione, attività fisica e cancro (nota 5). Nove gruppi di ricerca indipendenti hanno identificato 500.000 studi, di cui 7.000 sono stati ritenuti rilevanti. Un gruppo di 21 scienziati di fama mondiale ha esaminato i risultati e dato giudizi basati sulle prove. Questa revisione completa ha portato alla definizione di obiettivi di sanità pubblica e di raccomandazioni personali per la prevenzione del cancro. RACCOMANDAZIONI DEL FONDO MONDIALE PER LA RICERCA SUL CANCRO 2007 (nota 6) 1) Mantenersi snelli per tutta la vita. Per conoscere se il proprio peso è in un intervallo accettabile è utile calcolare l’Indice di massa corporea (BMI = peso in Kg diviso per l’altezza in metri elevata al quadrato: ad esempio una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,74 ha un BMI = 70 / (1,74 x 1,74) = 23,1.), che dovrebbe rimanere verso il basso dell’intervallo considerato normale (fra 18,5 e 24,9 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità). 2) Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni. In pratica è sufficiente un impegno fisico pari a una camminata veloce per almeno mezz’ora al giorno; man mano che ci si sentirà più in forma, però, sarà utile prolungare l’esercizio fisico fino ad un’ora o praticare uno sport o un lavoro più impegnativo. L’uso dell’auto per gli spostamenti e il tempo passato a guardare la televisione sono i principali fattori che favoriscono la sedentarietà nelle popolazioni urbane. 3) Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate. Sono generalmente ad alta densità calorica i cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati, che contengono elevate quantità di zucchero e grassi, quali i cibi comunemente serviti nei fast food. Si noti la differenza fra “limitare” ed “evitare”. Se occasionalmente si può mangiare un cibo molto grasso o zuccherato, ma mai quotidianamente, l’uso di bevande gassate e zuccherate è invece da evitare, anche perché forniscono abbondanti calorie senza aumentare il senso di sazietà. 4) Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta. Sommando verdure e frutta sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno (per circa 600g); si noti fra le verdure non devono essere contate le patate. 5) Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate. Le carni rosse comprendono le carni ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Non sono raccomandate, ma per chi è abituato a mangiarne si raccomanda di non superare i 500 grammi alla settimana. Si noti la differenza fra il termine di “limitare” (per le carni rosse) e di “evitare” (per le carni conservate, comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel), per le quali non si può dire che vi sia un limite al di sotto del quale probabilmente non vi sia rischio. 6) Limitare il consumo di bevande alcoliche. Non sono raccomandate, ma per chi ne consuma si raccomanda di limitarsi ad una quantità pari ad un bicchiere di vino (da 120 ml) al giorno per le donne e due per gli uomini, solamente durante i pasti. La quantità di alcol contenuta in un bicchiere di vino è circa pari a quella contenuta in una lattina di birra e in un bicchierino di un distillato o di un liquore. 7) Limitare il consumo di sale (non più di 5 g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Evitare cibi contaminati da muffe (in particolare cereali e legumi). Assicurarsi quindi del buon stato di conservazione dei cereali e dei legumi che si acquistano, ed evitare di conservarli in ambienti caldi ed umidi. 8) Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo. Di qui l’importanza della varietà. L’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del cancro è invece sconsigliata. 9) Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi. 10) Nei limiti dei pochi studi disponibili sulla prevenzione delle recidive, le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro valgono anche per chi si è già ammalato. NON FARE USO DI TABACCO Le raccomandazione del WCRF 2007 sono state usate, qualche anno dopo, come base per la stesura del Codice Europeo Contro il Cancro (nota 7): iniziativa della Commissione Europea nata per informare i cittadini. Come promesso oggi abbiamo affrontato ad ampio spettro la via della sana alimentazione, nei prossimo giorni ci dedicheremo alla seconda via, la via del movimento, diretti verso la nostra meta. Spero che l'articolo vi sia stato utile; a presto. Lorenzo Del Moro 23/10/2017 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto in nome dell'autore,l'anno, numero di pagina per ottenere l'articolo.] (1) Osteoporos Int. 2013 May;24(5):1587-98 (2) Tutte le proteine acidificano, ma le proteine animali sono più ricche di aminoacidi solforati, metionina e cisteina, più acidificanti. (3) Alcuni studi hanno invece documentato un effetto positivo dei latticini (e di altre fonti di calcio) sulla densità ossea negli adolescenti, ma non vi è prova che riducano il rischio di fratture. Il consumo di latte nell'adolescenza, in particolare, non riduce le fratture in età adulta ( Feskanich D., 2014, JAMA Pediatr, 168:54). (4) Am J Clin Nutr. 2003 Feb;77(2):504-11. (5) lo studio ha analizzato quale stile di vita dovremmo adottare per ridurre il rischio di sviluppare il cancro ma, verosimilmente, lo stile di vita che riduce il rischio di cancro riduce anche l'incidenza della stragrande maggioranza delle malattie croniche. (6) http://www.wcrf.org/sites/default/files/english.pdf (7) http://cancer-code-europe.iarc.fr/index.php/it/ Bibliografia Il Cibo dell'Uomo, Berrino F., Editore Franco Angeli La Grande Via, Berrino F. e Fontana L., Editore Mondadori Sitografia www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/ Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.

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